Intervista alla Squadra Nazionale di Ghiri Sport Pt.3 – MS Roberto Cappelletti

Il  Maestro Oleh Ilika ha costruito una federazione sportiva partendo da zero e ha divulgato lo sport del sollevamento kettlebells nel nostro Paese. E’ grazie a lui se l’Italia ha tanti KMS (candidati maestri dello sport), MS (Maestri dello sport) ed MSIK (Maestri dello sport di classe internazionale). Ed e’ sempre grazie a lui se la Squadra Nazionale di Ghiri Sport ha portato a casa tanti risultati.

In previsione del Campionato Mondiale di Slancio Completo che si terra’ a Luglio in Ungheria, abbiamo intervistato il team Italiano che vi prendera’ parte, augurando a tutti loro buona fortuna!

Roberto Cappelletti, MS

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-Da ragazzino ti vedevi più nella nazionale di calcio o di ghiri sport?

-In quella di Ghiri Sport ovviamente. Scherzi a parte: dai 6 ai 14 anni ho giocato a basket, per cui il mio sogno era arrivare in serie A nel quintetto base del “Messaggero Roma”.

-Come hai iniziato a praticare il Ghiri Sport?

-Durante la mia prima certificazione internazionale di Kettlebell con Steve Cotter il 17 settembre 2011 ho conosciuto Antonio Saccinto. In quel periodo lui stava preparando una gara in Croazia per il mese di febbraio. Per me il Kettlebell Lifting era solo un miraggio, un sogno; guardavo e riguardavo su youtube i video di alcune competizioni e mi sembrava da marziani sollevare per 10 minuti senza fermarsi. Colsi la palla al balzo e gli chiesi se avesse voglia di preparare anche me, non potevo perdere questa occasione, salire in pedana anche io… mi buttai a capofitto, seguii tutti suoi consigli allenandomi intensamente ed il 18 febbraio 2012 con 82 slanci completi (2×20 kg) feci il mio esordio nel Ghiri sport.

-Se dovessi fare solo 3 esercizi per tutto il resto della vita, quali sceglieresti?

-Long Cycle, deadlift e panca piana

-Cosa consiglieresti ad un aspirante Girevik?

-Sicuramente di farsi seguire da un Girevik esperto. Sia per la tecnica che per la programmazione è fondamentale allenarsi con un preparatore che sappia di cosa si parli, che conosca tutte le problematiche psicofisiche di chi fa uno sport così faticoso, sotto tutti i punti di vista, soprattutto mentale. Ciò, secondo me, è necessario per crescere più velocemente, per far salire i numeri, per evitare di fare errori magari inconsapevolmente facendo da sé e rallentando un percorso dove forse all’inizio si migliora tanto e subito ma che poi diventa duro. Programmare per se stessi è difficile, nessuno di noi si allena da solo.

-Come trovi l’ambiente di questo sport rispetto ad altri che hai praticato precedentemente?

-Lo sport è fatto da uomini, con le loro complessità. C’è l’umile, c’è l’esaltato, c’è il campione con la puzza sotto il naso, c’è quello a cui vorresti assomigliare, c’è chi si spacca per passione e quello che non vale un fico secco ma si sente una star. Non posso affermare che l’ambiente del Ghiri Sport sia meglio di altri però posso dire che è un gruppo dove ho trovato amici veri: a più di 30 anni suonati, non è da poco. E’ un ambiente in cui sapendo benissimo che non diventeremo mai ne famosi nè ricchi ci facciamo in quattro comunque per cercare di migliorarlo, di farlo crescere, senza secondi fini se non la divulgazione e l’amore per il nostro sport. Ognuno dei ragazzi della nazionale cerca nel suo piccolo di dare il massimo per contribuire, ognuno dei nostri allievi prende questa energia e ci aiuta a crescere, siamo rotelle di un ingranaggio che cerchiamo di non far inceppare ma correre più veloce… a volte riesce, altre volte qualcosina va storto ma non molleremo, mai!


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